Bunjee-jumping, lancio con il paracadute, parkour, equilibrismo, freestyle motocross e downhill sono solo alcuni degli sport considerati estremi. Ma cosa vuol dire esattamente “sport estremi”? 

Sono definiti come tali, quelle attività sportive anche tradizionali, ma accomunate dalla ricerca di emozioni straordinarie, ottenute attraverso la sperimentazione del pericolo ed un intenso impegno fisico. Queste attività implicano elevati rischi a causa di forti velocità, altezze, sforzi fisici, ambienti estremi, durata delle prestazioni.  Ma ciò che in realtà spinge gli atleti più impavidi a intraprendere questo tipo di imprese (mettendo a repentaglio la loro vita) è la ricerca di adrenalina e dopamina. Questi effetti si possono riscontrare anche stando comodamente seduti sul divano ? La risposta è sì. Infatti, la visione di un film dell’orrore con gli amici genera adrenalina. Questa è un ormone secreto dalle ghiandole surrenali, che agisce sul sistema cardiovascolare e su quello respiratorio, in grado di suscitare emozioni uniche, provocando contemporaneamente brividi di piacere e di paura. Non solo un giro sulle montagne russe più paurose del luna Park (che per noi comporta rischio e pericolo), ma anche un discorso in pubblico o la classica “ansia” prima dell’interrogazione, creano adrenalina, poiché il nostro corpo è sottoposto a stress sul piano fisico ed emotivo. La dopamina, invece, è un importante messaggero chimico nel cervello che ha molte funzioni. È coinvolta nelle aree del cervello che interagiscono con i meccanismi dell’appagamento, della motivazione, della memoria, dell’attenzione e nella regolazione dei movimenti corporei. Quando la dopamina viene rilasciata in grandi quantità, crea una sensazione di piacere e di gratificazione, che motiva a ripetere uno specifico comportamento. Si può anche produrre dopamina semplicemente mangiando più proteine oppure ascoltando musica e meditando e in modo più estremo attraverso la consumazione di sostanze stupefacenti. Su queste affermazioni vi sono pareri contrastanti. Coloro che si sono cimentati in queste imprese fuori dal comune sostengono, infatti, che non si provano le stesse sensazioni guardando un film di paura. Tuttavia, il film, proprio come il pericolo dato dal bunjee-jumping, provoca in noi una sensazione di attrazione e repulsione. “Ciò che la gente cerca è una paura sicura” afferma John Carpenter, autore di celebri film horror come “Halloween” e “La Cosa”; “ nella vita reale – continua – nessuno vuole essere spaventato sul serio, nessuno vuole sentirsi terrorizzato fino al midollo, ma una paura  controllata va bene”. Infatti, sotto le coperte, a casa propria, la sicurezza che ci circonda rende la paura marginale. Anche ascoltare musica, ovviamente, non comporta la stessa gratificazione che si ottiene dopo la riuscita di un salto mortale con la moto, ma renderà, sicuramente, più felici e appagati.

In una realtà dove ormai la sfida non è più contro l’avversario, ma contro se stessi, rischieresti la tua vita per vincere i tuoi limiti oppure rinunceresti in partenza per godere in sicurezza della tua quotidianità ?