Il femminicidio indica l’insieme di condotte violente e persecutorie che gli uomini commettono nei confronti delle fidanzate, compagne o mogli e che ne provocano la morte. Il termine femminicidio ha iniziato a diffondersi a partire dal 2008, ed è stato utilizzato per la prima volta da Barbara Spinelli, consulente ONU sulla violenza di genere. Solo nell’ultimo anno il tasso di femminicidio in Italia è aumentato del 5% rispetto all’anno scorso. Il femminicidio non è, come si potrebbe pensare, il solo caso nel quale il marito o fidanzato uccide la propria coniuge, ma anche casi in cui familiari uccidono le donne. Oltre metà dei femminicidi degli ultimi dieci anni ha interessato la fascia d’età tra i 25 e i 54 anni. In Italia la Lombardia è la regione dove si verificano più femminicidi seguita dall’Emilia Romagna, dal Piemonte e dal Lazio. É importante imparare a riconoscere il fenomeno per poterlo combattere. Il femminicidio rappresenta l’estrema conseguenza della disparità di genere presente nel mondo. La prima innovazione legislativa in materia di violenza sessuale risale alle legge 66 del 1996, che
ha iniziato a considerare la violenza contro le donne come un delitto contro la libertà personale fino ad arrivare alla 93 del 2013 , che reca disposizioni urgenti per il contrasto della violenza di genere. Nel 2019 si parla di 88 vittime al giorno: una donna ogni 15 minuti. Questi dati impressionanti
hanno condotto alla formazione di vari centri anti-violenza, che oggi sono 281 in Italia. Gli abusi comprendono spesso stupri, rapimenti, segregazioni, lavoro forzato e torture. La violenza oltre ad essere fisica spesso è anche psicologica, fatta di denigrazione, svalutazione e umiliazioni continue. Proprio per sensibilizzare l’opinione pubblica il 25 novembre è stata istituita la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.

Abbiamo anche intervistato Alessandro Galanti, artista che ha dedicato una sua grande scultura proprio a questo tema. L’artista ci ha raccontato che, quando ha iniziato a immaginare la sua opera, un suo amico parlamentare ha proposto in Senato questo artista e Casellati, presidente del Senato della Repubblica, ha chiesto a Galanti se fosse favorevole a esporla in Senato. L’autore si è messo subito all’opera e in 400 ore, in due mesi, l’ha terminata dedicandola a Ilenia, la parente uccisa di un uomo che gli ha raccontato la sua storia durante una mostra. L’opera è composta da cinque donne, che sono in due atteggiamenti diversi: due in attacco, in difesa della vittima, chiamate “Coraggio” e “Passione” ,e due in atteggiamento passivo, “Costernazione” e “Paura”. Queste ultime due rappresentano tutti coloro che non hanno il coraggio di schierarsi dalla parte della vittima, che resta così sola e indifesa. Per realizzare la quinta donna, ossia la figura centrale, Alessandro si è ispirato alla moglie di un suo ex dipendente, che in una relazione precedente aveva perso un bambino a causa dei calci e pugni del compagno. Oggi l’opera non è più in Senato
e l’8 marzo per onorare la festa della donna sarà esposta a Monza. Ringraziamo questo artista e tutte le persone che ogni giorno contribuiscono a questa lotta contro il femminicidio.