Per Kurdistan si intende una vasta area abitata dai Curdi, una popolazione che vive tra Turchia, Siria, Iran e Iraq. È un territorio strategicamente rilevante per la ricchezza di petrolio e di risorse idriche , ma con un problema: l’assenza di un’ unità politico-amministrativa. Non è, quindi, uno stato ufficiale, sebbene esista una popolazione che condivide lingua e cultura.


Dal 9 ottobre scorso la parte settentrionale del Kurdistan siriano ha subito una serie di bombardamenti da parte del governo turco di Erdogan. Perché questo accanimento? Dal 2012 nel Kurdistan siriano si è sviluppata una forma di autogoverno detto di “confederalismo democratico” a cui partecipano i Curdi ma non solo e in cui le donne hanno un ruolo tutto nuovo nel Medio-oriente. Esse stanno spingendo verso pratiche di parità di genere sia combattendo sul campo sia ricoprendo ruoli importanti nell’amministrazione locale.

Questo esperimento di democrazia, possibilmente, spaventa il governo turco che non ha mai sottomesso del tutto i Turchi che abitano in Turchia ed è sempre stato ostile nei confronti del PKK ( Partito comunista curdo). Per inciso, si ricorda che il PKK abbia sempre guidato la ribellione curda contro la Turchia e nelle ultime lezioni un partito filo-curdo ha guadagnato dei seggi in parlamento. La paura del governo turco rispetto ad un’ alleanza tra Curdi turchi e Curdi siriani ha tolto ogni scrupolo ed Erdogan ha ordinato i bombardamenti sulla popolazione civile della Siria del nord violando i diritti umani.

Ed è ancora presumibile che l’ostilità di Erdogan verso le spinte autonomistiche torni ad essere legata alle risorse naturali del Kurdistan, motivo per cui il Kurdistan non era diventato stato già nel 1918. Ecco che l’unità nazionale che era stata l’obiettivo politico di diversi popoli tra ‘800 e ‘900 in Europa risulta ancora un’ utopia per il popolo curdo.