È proprio vero che la maggior parte dei giovani dai 10 anni in su vuole diventare influencer? E… chi è un influencer? Cosa fa?

Parliamo di una  vita intera passata a recensire prodotti e ringraziare per “il fantastico regalo inaspettato”, fornito gentilmente da quel determinato brand  attraverso storie di Instagram, buttando qua e là qualche parola in inglese per essere “International “ e assumendo pose accattivanti e sensuali.

Dopo una giornata estenuante, torni a casa, e, mangiando gli avanzi della sera prima con addosso la tuta vecchia di tua sorella, scorre la storia dell’influencer di turno.  Mostra la sua pasta al sentore di mare con tartufo trasparente, realizzata da Carlo Cracco nella sua sfarzosa villa con vista mozzafiato. Poi scopri che quella è la casa della nonna e che il piatto di pasta lo ha cucinato lei, al burro.  Aspiranti influencer che stanno ore a truccarsi, farsi la piega e scegliere i dieci filtri d’obbligo per la storia e poi li vedi dal vivo e non li riconosci nemmeno. Alcune persone diventano famose semplicemente perché muovono le labbra al ritmo di una canzone oppure perché hanno partecipato a un programma rispondendo “Torino” alla domanda: “ Qual è il capoluogo dell’ Emilia Romagna?”. Forse hanno un corpo mozzafiato, ma la materia grigia non è pervenuta.

Attenzione però a trasformarci in haters pronti a giudicare impietosamente.

Non tutti gli influencer sono da buttare: alcuni posso addirittura suscitare ammirazione, come Chiara Ferragni, una delle personalità più influenti al mondo. Chiara ha frequentato il liceo classico Daniele Manin a Cremona, successivamente l’università Bocconi, facoltà di giurisprudenza a Milano, ma senza terminare gli studi. Infatti ha lasciato l’università a 3 esami dalla fine del corso. Recentemente ha vestito i panni della professoressa e ha incontrato gli studenti MBA di un corso opzionale di marketing alla Harvard Business School a Boston.

In questa occasione ha spiegato l’evoluzione di “The Blonde Salad“: un normale blog una volta, ma che ora è diventato un vero e proprio brand. 

Anche voi vi starete chiedendo: “perché loro sì e noi no?”

Ebbene, non bastano solo i followers..

I followers si conquistano con la sicurezza in se stessi, con una grande capacità di comunicazione, ma, soprattutto, con sponsor disposti a finanziarvi. Non solo. Esiste anche una nuova facoltà universitaria di E- Campus per formare influencer. Potranno insegnarvi a metterci nella giusta posa per il selfie?