LA PESTE IERI E OGGI : COME CAMBIA IL VIVERE CIVILE, COME LA POLITICA SIA SEMPRE SE STESSA

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Quando si parla di epidemie ci viene subito in mente i capp. XXXI e
XXXII dei Promessi Sposi di Manzoni che ci raccontano la peste a Milano
, la calata dei Lanzichenecchi , la caccia agli untori, la processione
dell’11 giugno 1630, il culmine dell’epidemia ed il bilancio delle vittime.
Dentro quelle pagine c’è già tutto, la certezza della pericolosità degli
stranieri, lo scontro violento tra le autorità, la caccia agli untori, la
paura delle persone, i rimedi più assurdi, la razzia dei beni di prima
necessità, l’emergenza sanitaria . E, in effetti, la reazione attuale nei
riguardi del coronavirus sembra simile a quella che ci fu con la peste,
compresa la ricerca degli untori, identificati oggi come i Cinesi, gli
immigrati ; una reazione decisamente eccessiva, almeno per il
momento. Se esaminiamo i dati storici, vediamo che a Milano l’epidemia
di peste si propagò facilmente a causa del passaggio di truppe
soldatesche , i Lanzichenecchi , e dell’estrema povertà e privazione in
cui il popolo si trovava. Oggi sappiamo che virus e batteri sono
microorganismi che tendono a colpire dove trovano un bersaglio debole.
Infatti, come ci racconta Manzoni, la peste di Milano colpì una
popolazione già stremata dalla carestia e della guerra. Manzoni
sottolinea anche le circostanze che l’ hanno favorita: la credenza iniziale
che si trattasse di una comune febbre pestilenziale , l’ incredibile
negligenza delle autorità sanitarie e politiche nell’applicare misure di
prevenzione per evitare la propagazione della peste , e l’isteria delle
masse, con la richiesta pressante di una processione per placare Dio,
che aggravo’ ulteriormente la situazione. Le autorità sanitarie di Milano
avevano forti timori che il passaggio delle truppe soldatesche potesse
diffondere la malattia, cosicché Alessandro Tadino, allora membro del
Tribunale di Sanità , fece presente al governatore milanese don Gonzalo
Fernandez de Cordoba il rischio incombente sulla città chiedendo
provvedimenti di prevenzione, ma il politico rispose che la discesa delle
truppe era dovuta a esigenze belliche e che bisognava confidare nella
Provvidenza. Manzoni condanna l’irrazionalità delle folle che sentono il
bisogno di trovare un capro espiatorio nella figura immaginaria degli
“untori” : la paura per il contagio che mieteva vittime sempre più
numerose in città fece nascere nelle persone nuovi pregiudizi e iniziò
così a diffondersi l’assurda credenza, alimentata dalla superstizione e
dall’ignoranza popolare , che alcuni uomini spargessero appositamente
unguenti venefici per propagare la peste. I rischi in vicende del genere
sono l’ inasprimento dei rapporti umani, e quello di vedere o guardare
ogni nostro simile come una minaccia, come un potenziale aggressore.

Non si vuole fare un paragone con la pestilenza che colpì il milanese nel
XVII secolo- ma evidenziare che affrontare l’emergenza con panico è
tipico dell’essere umano, cercare il capro espiatorio, è tipico dell’essere
umano, avere comportamenti inconsulti ed irrazionali è tipico
dell’essere umano. Angosce, paure, ansie appartengono al presente
quanto al passato . Non per niente era la paura stessa durante le crisi
epidemiche a incutere i più grandi timori negli antichi magistrati di
sanità che dovevano governare l’emergenza, ben consapevoli che la
diffusione di una malattia mortale e contagiosa non incideva solo sulla
salute fisica, alimentando la «fobia da contatto». In queste circostanze
e’ importante usare la ragione e il buon senso, per non distruggere le
relazioni sociali, la nostra umanità. Il virus della paura e’ piu’ pericoloso
del virus biologico, capace di diffondere il panico, di paralizzare gli sforzi
necessari a contenere la diffusione del vero virus, di disunire le
persone . Occorrerebbe
interrogarsi forse su che cosa ha innescato il virus della paura,
ingiustificata, irragionevole ; da qui la necessità di controllare la paura
, operando secondo ragione, non lasciandosi trascinare dal delirio
collettivo.

Piccola raccolta di Meme, foto e video ironici.

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